CONTESTO NORMATIVO

  • La Corte di Cassazione, con sentenza n. 27101/2019 del 26/03/2019 depositata il 23/10/2019, ha dichiarato l’incompatibilità delle norme istitutive dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, che fu poi abrogata nel 2012, rispetto alla normativa comunitaria (Direttiva 2008/118/CE), confermando il diritto di richiedere il rimborso di quanto indebitamente versato (tale orientamento si sta consolidando cfr. Corte di Cassazione, Sentenza n. 27099 del 23 ottobre 2019).
  • Nel 2011 alcuni esperti avvocati del settore tributario avevano individuato un principio di incompatibilità tra la norma europea e quella italiana in merito al versamento delle addizionali provinciali sull’energia elettrica che, al tempo, erano pari ad un valore tra 9,30 e 11,40 €/MWh applicato ai consumi mensili di energia sino a 200.000 kWh/mese.
  • La Commissione Europea nel 2011 ha richiesto all’Italia di porre fine a tale incompatibilità, pena una procedura di infrazione con relative conseguenze pregiudizievoli per lo Stato Italiano.
  • In risposta, l’Italia, a fine dicembre 2011, ha abolito le addizionali provinciali (è stata per contro aumentata l’accisa erariale) con decorrenza 01/01/2012.
  • Con lo Studio Collarini e l’avv. Marco Salvadeo, nel 2012 è iniziata, nell’interesse di un cliente finale assistito, una lunga battaglia legale conclusasi con esito positivo in Corte di Cassazione con sentenza n. 27101/2019 del 26/03/2019 depositata il 23/10/2019. 

COSA E’ POSSIBILE FARE DA SUBITO

  • Riconoscendo tale incompatibilità dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica, la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che … il consumatore finale di una fornitura elettrica sulla quale siano state addebitate le imposte addizionali può esperire in sede civilistica l’ordinaria azione di ripetizione di indebito direttamente nei confronti dell’erogatore del servizio..
  • A seguito della sentenza citata in premessa, ogni soggetto consumatore che abbia assolto l’obbligo d’imposta negli anni 2010 e 2011 ha diritto di chiederne il rimborso, in sede civile, alla società fornitrice di energia per la restituzione delle somme indebitamente versate.

QUALI AZIONI STIAMO FACENDO

Con i nostri partner tecnici e legali oltre 800 aziende hanno aderito al nostro servizio per le seguenti attività:

  • Raccolta e organizzazione dei dati necessari all’invio delle richieste;
  • Bloccare il termine di prescrizione di 10 anni (da effettuare entro gennaio 2020 in sede civilistica per poter recuperare anche l’intero anno 2010);
  • Chiedere il rimborso delle addizionali provinciali versate nel 2010 e nel 2011;
  • Successivamente, per completare la richiesta di rimborso e anche in funzione delle prime risposte che si riceveranno dalle società di vendita controparti, verrà valutata l’opportunità di instaurare un giudizio civile dinanzi al Giudice ordinario.

CHI PUO’ PARTECIPARE ALLA RICHIESTA DI RIMBORSO

  • Il Cliente consumatore di energia elettrica sin dall’anno 2010, attualmente inserito nel registro imprese della camera di commercio e che abbia pagato al fornitore gli importi addebitati in fattura per tale componente;

ENTITA’ DELLE ADDIZIONALI DI CUI CHIEDERE RIMBORSO

  • Ipotesi di cliente con 1 POD che abbia consumato 200 MWh/mese per tutti i 12 mesi del 2010 e del 2011 (ha dunque pagato tutta parte per tutti i mesi) con il valore unitario di 11,40 €/MWh:

à 200 MWh/mese * 12 mesi = 2.400 MWh/anno * 11,40 €/MWh = 27.360 €/anno * 2 anni = 54.720

Dunque significa 27.360 €/anno * 2 anni = 54.720 € complessivi sui 2 anni

 E così, proporzionalmente, per consumi inferiori per singolo pod.

PER NON PERDERE L’OPPORTUNITA’ 

Contattateci per i dettagli e per dare inizio alle attività necessarie alle richieste di rimborso.

luca.furlani@ipgsenergy.it

ipgsenergy@ipgsenergy.it